Panorama Riace Superiore
Via di Riace
Alba sulla Spiaggia di Riace Marina

Riace

Riace è un comune italiano di 1.952 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.

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Storia

Le origini del nome sono da attribuire a un diminutivo del volgare greco-bizantino Ryaki, piccolo ruscello. Nel tempo il nome subì qualche modifica. Si chiamò, infatti, Reatinum, Reatino, Reace e, infine, assunse l’attuale denominazione Riace. Si vuole, infatti, che il piccolo centro abitato sia stato, ai primordi, un centro di vita basiliana, incrementato dall’afflusso di gente della costa via via abbandonata sotto la pressione di ragioni militari e per la conseguente avanzante insalubrità della costa. Le origini di Riace risalgono ad epoca aragonese. Tutto il paese ne rivela l'origine in ciò che resta dell'architettura mista catalano-aragonese, nelle viuzze, negli edifici sacri e nei palazzi privati. In precedenza l'area doveva essere sede ambita dal monachesimo basilano che pone la preghiera, con l'eremitismo alla base della vita in comune.
Il più antico documento in cui è citata Riace è del 1561, in cui si parla della morte, in odore di santità di Cristoforo Crisostomo, Riacese. Un altro dato sulla datazione di Riace ce la fornisce la campana della Chiesa dell'Assunta, su cui è riportata la dicitura "Hanc fundere fecit campanam Confraternitas s.mi Sacramenti, A.D. 1596"
Divenne casale di Stilo di cui seguì le vicende politiche e amministrative. Rimase nel demanio regio anche al tempo degli Aragonesi. Il terremoto del 1783, che investì gran parte della Calabria, provocò ingenti danni anche all’abitato di Riace che, negli anni seguenti, riuscì con molti sacrifici a condurre una buona campagna di ricostruzione. Nel 1799, il generale Championnet dando assetto amministrativo alla regione, riconobbe Riace comune indipendente includendolo nel cantone di Satriano. I francesi ne fecero un Luogo (1807) nel cosiddetto Governo di Stilo.
All’ atto dell’istituzione dei Comuni (1811) venne compreso tra questi e mantenuto nella giurisdizione di Stilo divenuto capoluogo del Circondario.

Stroria Contemporanea

Riace è famosa soprattutto per aver regalato al mondo due opere d'arte di inestimabile valore, i Bronzi di Riace, adesso esposti nel museo nazionale di Reggio Calabria. Il paese si sviluppa in due nuclei abitativi distinti: Riace Marina, sul mare e Riace Borgo, sulla collina. L'antico borgo conserva i tratti di città muraria con le porte d'ingresso.
Il borgo rivela una origine medievale: è possibile vedere i resti dell'antica cinta muraria, purtroppo distrutta nei secoli scorsi da scosse telluriche. Di essa restano due delle porte di accesso alla città, la porta S. Caterina e la porta dell' acqua.
La città si caratterizzava anche per la presenza di numerose chiese, alcuni facenti parte integrale della cinta muraria, testimonianza della radicata fede religiosa dei riacesi.

Come tante altre realtà del Sud e della Calabria, tra latifondismo agrario e politiche clientelari vede morire nel tempo il suo tessuto sociale ed economico. Alle questioni sociali si aggiunge l’arrivo, dalla fine degli anni ’90, di migranti in fuga dal sud del mondo. Da vincolo, il problema diventa volano di risveglio della comunità locale. Attorno alla presenza dei migranti, infatti, si viene un po’ per volta a strutturare un intervento di accoglienza a più livelli, intervento che fa parlare – in Italia, ma soprattutto fuori Italia – di un “Modello Riace”.

Paese dell' Accoglienza

Riace, con appena 1800 abitanti, ha aperto le porte a ben 230 rifugiati e richiedenti asilo e ha fatto di questo una politica vincente. Dando un tetto e borse lavoro alle famiglie straniere ha impedito la chiusura delle scuole per mancanza di bambini, ha ridato vita alle tante case lasciate vuote e abbandonate per sempre dagli emigranti calabresi. I vecchi abitanti non torneranno più dal Canada, dall'Australia, dall'Argentina. I nuovi arrivano con il Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo.

Il sindaco calabrese ha deciso di coniare la sua cartamoneta. Ci ha fatto stampare sopra i ritratti dei suoi riferimenti politici e sociali e ha dato le banconote ai rifugiati beneficiari, che con quelle vanno a fare acquisti nelle botteghe del paese. I negozianti le collezionano alla stregua di un ticket mensa e poi battono cassa al comune quando arrivano i fondi dello Sprar.

Tutto in cartamoneta locale, quasi a conferma del fatto che Riace è l'isola che non c'è: un posto in cui si trova una casa a chi non ce l'ha, si convive a dispetto delle differenze di lingua, cultura e religione e quando non ci sono i soldi, si stampano in loco all'istante. I progetti d'accoglienza hanno creato posti di lavoro per i giovani e questa storia è diventata celebre in tutto il mondo. Il regista Wim Wenders vi ha girato il primo documentario d'autore in 3D e ha dichiarato a Berlino che "'La vera utopia non è la caduta del muro, ma quello che è stato realizzato in alcun paesi della Calabria, Riace in testa". Questo modello migliora la qualità della vita di tutti, italiani e stranieri, a costi più bassi.

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